
Nella sfumatura così reale
come crollare da una cascata di olio bollente,
accarezzato da begonie, gardenie e altre piante inutili,
raggiungo uno scenario ipotetico di salme paesane
in una carneficina sentimentale, dove l’emozione
non ha spunti per sudare
nemmeno fiato per urlare.
Mi rattristo
animali meccanici come ballerine bulgare
dal buon odore e delle gambe furbe.
L’occhio non trattiene la resistenza della lacrima
e di paura o inerzia – cade.
Il tramutamento della lacrima in sorriso è un pianto moderno,
dei testimoni della vergogna e dei complici della paura.
In fondo
un bacio è una forma d’affetto. Un schiaffo la stessa forma
ma ad alta velocità, ovvero, odio.
Indubbiamente
mi sento perito in indifferenze – cerco ad ogni costo di alzare
la mia temperatura corporea.
©Luìs Barreto 2008